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Intervista a Christian Lunardi

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il canavese raccontato dai canavesani

fonte foto: profilo twitter di Christian Lunardi

Christian Lunardi 42 anni è titolare di IRiparo a Cuorgnè, componente del direttivo della ProLoco di Cuorgnè e cura da 6 anni il blog “Il mondo visto da un punto”

Ciao Christian, hai scritto nel tuo blog “sono entrato nella Pro Loco del mio paese […] perchè penso che la vera risposta alla vita, dopo essersi divertiti molto e per anni, sia il sociale” E’ una bella frase, cosa intendi per “la risposta alla vita è il sociale”?

Guarda, sono arrivato ad un certo punto che mi sono detto: “cosa ho da fare ancora il badola in giro?” sono in giro lo stesso, mi diverto, conosco persone nuove e faccio qualcosa di utile per la comunità nella quale vivo.

Cosa ti ha lasciato fino ad ora questa esperienza?

Di positivo le nuove amicizie. Ho incontrato e conosciuto nuove persone che mi hanno arricchito. Di negativo l’amaro in bocca perché tante cose che potrebbero essere semplici da realizzare sono bloccate dalla burocrazia. Si potrebbe fare molto di più, ma spesso ti passa la voglia di organizzare perché l’iter è veramente lungo: scia commerciali, permessi, sicurezza, ora anche il nuovo decreto Gabrielli rende difficile l’organizzazione ed è limitante.

Tu hai un’attività commerciale, come reputi il contesto economico e commerciale?

E’ fermo. E non è solo colpa della crisi. Cuorgnè è diventata una città di servizi (Ospedale, Agenzia entrate, assicurazioni, e altri servizi del terziario). Questo non è un male, ma per contro il commercio non gira moltissimo. Ad esempio a Cuorgnè non si fa la classica “passeggiata” per negozi: i miei clienti arrivano in macchina, parcheggiano e poi vanno via senza sapere cosa c’è dall’altra parte della via. Questo disincentiva il commercio ed è un’occasione mancata per la città che rimane vuota.

C’è un margine di miglioramento?

Secondo me bisogna essere più disponibili verso il prossimo e cercare di fare gruppo. Se tutti i commercianti facessero gruppo seriamente ne trarremo giovamento tutti: commercianti, cittadini e città stessa. Purtroppo così non è, ognuno rimane sulle proprie posizioni e non si cresce.

Tu sei cresciuto in canavese, ma sei nato in provincia di Varese e conosci bene le due realtà. Che differenza c’è tra le due province? Che cosa potremmo imparare da loro?

Le grandi differenze sono la fiducia verso il prossimo e l’apertura alle novità. Qui siamo più diffidenti, mentre invece a Varese i rapporti sono più facili. E’ un fatto di cultura, ma aprirsi al prossimo e alle novità ci può solo arricchire.

 

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