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Intervista a Corrado Bianchetti

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il canavese raccontato dai canavesani

fonte foto: www.corracomics.it

Corrado Bianchetti nasce nel 1987 ad Ivrea, in provincia di Torino, discendente da una famiglia di artisti. Vive a Castellamonte, paese della ceramica e dell’arte, dove già da molto piccolo impara ad amare il disegno e in particolare i fumetti. Tra i suoi lavori “Non ti scordar di me” una storia vera che racconta la vita del prozio Porta Aldo partigiano Torinese

Ciao Corrado tu sei canavesano doc, hai studiato a Torino e ora vivi a Castellamonte. Alla luce di questo qual’è il tuo rapporto con il Canavese?

Per me è un luogo speciale. Ci possono essere tutti i difetti della provincia, ma è comunque casa mia ed è un luogo speciale perché è spunto di tantissime storie. Disegno fumetti, racconto storie, e qui ne trovo tante. Ci sono tanti “personaggi” dalla quale trarre spunto, abbiamo una ricchezza di storie del passato da raccontare ed è tutto molto stimolante per il mio lavoro.

 

I tuoi comics sono ambientati in canavese, in particolare “Non ti scordar di me” e “Chiama ancora” raccontano episodi della Resistenza. Da questo si evince come sia importante per te mantenere viva la memoria storica e la nostra identità canavesana. Secondo te si fa abbastanza per tenerla viva o si potrebbe fare meglio? E, nel caso, cosa si potrebbe fare di più?

Sulla storia locale si è scritto moltissimo: professori e storici tengono spesso conferenze e persone appassionate hanno creato, negli anni, archivi dove si possono trovare documenti storici incredibili. Io con i miei fumetti sto provando a raccontare questo patrimonio in una forma più leggera. Non so quanti ragazzi oggi leggerebbero un libro sulla Resistenza ad esempio, però un fumetto che tratta quel tema lo leggono volentieri, perchè è un altro tipo di lettura, più leggera e veloce. Spero così che poi possa venire loro la voglia di approfondire l’argomento con un libro o con altro.

 

Hai appena iniziato una collaborazione #andiamoaraccontare con la scuola primaria e secondaria di Rivarolo. Parlaci di questo progetto.

L’obiettivo è scrivere un fumetto con i ragazzi della 5 elementare. E’ la storia di Adalberto Mariano, un rivarolese che fece parte della spedizione del Gen. Umberto Nobile che raggiunse nel 1928 il polo nord con il dirigibile “Italia”. I ragazzi disegneranno le tavole e poi ne faremo un libro.

E’ molto bello e stimolante far capire ai ragazzi canavesani la nostra ricchezza storica. Sono tante le storie che noi stessi canavesani non conosciamo, pensa che è stato tratto anche un film da questa storia (La tenda rossa, del 1969 ndr). Il progetto poi continuerà con altre storie nel 2018 nelle scuole di Burolo, Pont e Sparone.

 

Oltre alle scuole, più in generale, come reputi il contesto culturale del canavese?

Secondo me gli spunti ci sono. E’ vero che non abbiamo i locali di Torino o i musei di una grande città, ma abbiamo una storia ricchissima da valorizzare e ci sono comunque tanti piccoli eventi in canavese che lo fanno. Ci sono tantissime persone che si impegnano come volontari e organizzano eventi sul territorio.

 

Come si potrebbe migliorare? Hai dei suggerimenti?

Purtroppo la partecipazione non è sempre positiva: molte persone o non partecipano oppure non valorizzano l’evento. Si tende un po’ a lamentarsi. Ad esempio sono di Castellamonte e lo sport principale è parlare male della città. Vedi la fiera della ceramica, molti ne parlano male a prescindere senza andare a visitarla o non capendo che comunque rappresenta la nostra tradizione. Ecco bisognerebbe migliorare la partecipazione: prendere parte agli eventi e partecipare.

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